Bambini vegetariani

Una scelta che soddisfa i bisogni nutrizionali Dr. Luciano Proietti

Il pediatra è tenuto nella sua professione a superare pregiudizi e a dare ai genitori un’informazione "scientifica" libera da luoghi comuni e opinioni personali. Con questo obiettivo vorrei riprendere alcune affermazioni che incontro quotidianamente, da quasi vent’anni, nei confronti dei bambini vegetariani italiani, e che ritengo non corrispondenti alla realtà come pediatra e come genitore dei miei tre figli. Il vegetarismo è senza dubbio una scelta di tipo filosofico, morale o religioso: in alcuni casi, soprattutto al giorno d’oggi negli Stati Uniti, è una scelta igienista, di salute. Il vegetarismo non è una filosofia di ispirazione "orientale" ma ha le sue origini proprio nei nostri antenati greci e latini e nel cristianesimo dei primi secoli. La dieta vegetariana non deve quindi essere confusa con la dieta macrobiotica, che contempla l’uso del pesce seppure in misura limitata (ma sicuramente sufficiente per quanto riguarda la vitamina B12) e che prevede l'assunzione quotidiana di cibi inusuali alla nostra cultura, quali le alghe e il tempeh (prodotto fermentato della soia di origine indonesiana), unici cibi vegetali nei quali è presente la vitamina B12, seppure meno utilizzabile dalle cellule rispetto a quella di origine animale. Nel bambino, una dieta assolutamente priva di cibi di origine animale (carne, pesce, uova, latte e formaggi) non è compatibile con un adeguato accrescimento a uno stato di salute buono a meno che almeno metà della quota calorica non provenga dal latte materno. Al contrario, una dieta vegetariana caratterizzata da un allattamento al seno prolungato fino ai 6-12 mesi, un’introduzione moderata di cibi animali indiretti (latticini e/o uova), cereali integrali in chicchi e in farine, verdure, legumi e mandorle è invece sicuramente ben compensata. La vitamina D è assente nei vegetali ma l’esposizione quotidiana al sole e i latticini sopperiscono ampiamente al fabbisogno. Le accuse di carenze proteiche, vitaminiche (B12, D) e di sali minerali (calcio, ferro e zinco) mosse a tali diete da parte di alcuni medici sono dovute a casi sporadici, segnalati nella letteratura medica, di bambini malnutriti per ignoranza o per fanatismo ideologico dei genitori. Se ad esempio a un bambino alimentato con latte vaccino, cereali raffinati, verdura e frutta si tolgono la carne ed il pesce, sicuramente comparirà un’anemia di carenza di ferro. L'alimentazione vegetariana equilibrata, anche se si allontana di molto da quello che è l’attuale regime alimentare, non appare per nulla lontana dalle raccomandazioni dietetiche espresse da organismi nazionali, quale l’Istituto Nazionale della Nutrizione, attraverso i Larn (Livelli di assunzione raccomandati dei nutrienti) e internazionali quali l’Organizzazione Mondiale per la Sanità-Oms, attraverso il Codice Europeo contro il Cancro. Ci riferiamo in particolare all’opportunità di una riduzione dell’introduzione di grassi di origine animale, di un contenimento nell’assunzione di proteine animali e di una corretta assunzione di oligoelementi, fibre vegetali, polisaccaridi complessi. L’autorevole American Dietetic Association ha affermato che una dieta latto-ovo-vegetariana fornisce tutti i nutrienti richiesti dalle gestanti e dalle donne che allattano ed è in grado di soddisfare validamente i fabbisogni nutrizionali per la crescita. Anche il Committee on Nutrition dell’American Academy of Pediatrics asserisce che "una dieta centrata sui vegetali e supplementata con latte e uova è nutrizionalmente simile a diete contenenti carne e ha intrinseci benefici con minore frequenza di obesità e livelli sierici di colesterolo più bassi" (Pediatrics 1987, 59:460-4).



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