Alimentazione e celiachia

di Giuseppe Fariselli - oncologo



Cosa puo’ mangiare un vegetariano affetto dal cosiddetto “morbo celiaco”?

La Celiachia e’ una malattia ereditaria che determina sensibilita’ verso la gliadina, proteina contenuta nel glutine di grano, segale e, in minor misura, avena e orzo. Essa provoca atrofia dei villi con iperplasia delle cripte dell’intestino tenue e conseguente malassorbimento. I sintomi piu’ comuni sono diarrea, arresto dell’accrescimento corporeo, dimagramento progressivo e anemia.

La terapia di base consiste nell’adottare una dieta priva dei prodotti alimentari derivati dai cereali che contengono il glutine. E’ quindi possibile consumare riso, riso selvatico, farina di riso, fiocchi di riso, grano saraceno, mais, miglio, manioca e tapioca. Si possono assumere fagioli, lenticchie, piselli, soia e tofu; i semi di girasole, lino e sesamo; latticini come latte, siero di latte, burro, formaggi e yogurt; uova; carciofi, ortaggi, patate e patate americane; frutta, frutta secca, carrube, mandorle e farina di castagne; aceto di vino ed aceto balsamico, olio, polenta, spezie, la curcuma dalla quale si ricava il curry e malto.

Accanto alla dieta consiglio rimedi diversi in base allo stadio della malattia. Nei casi iniziali e’ possibile tentare un recupero della funzionalita’ intestinale somministrando argentum nitricum, catalizzatori, mucosa omeopatizzata, oxalis acetosella, minerali, vitamine e probiotici. Nei casi invece piu’ avanzati che rispondono poco anche alla dieta senza glutine si ottiene una sensibile riduzione della frequenza delle evacuazioni e un aumento della consistenza delle feci aggiungendo acidum muriaticum, ignatia, mercurius sublimatus corrosivus e podophyllum



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