"IL RIFLETTORE" a cura di Carmelo Marrella

SCRITTI VARI



CARO ASSESSORE
lettera indirizzata all'Assessore Traina del Comune di Agrigento.

E’ cominciato ormai da due mesi un nuovo anno, e naturalmente tutti ci promettiamo di avere quanto più e di fare naturalmente il nostro meglio, ad un tratto tante cose sono cambiate, a Roma è arrivata una inaspettata crisi, come pure a Palermo, i rapporti politici sembrano di colpo essere precari e quello che ci aspettavamo in termini di stabilità e in termini di correttezza soprattutto nei rapporti tra il popolo e la politica sta venendo a mancare.
A livello locale, nel mese di Novembre abbiamo fatto una Consulta, che la dice lunga su come noi della sezione dell’Unione Italiana Ciechi (U. I. C.) di Agrigento intendiamo agire in collaborazione con la giunta Comunale per risolvere qualche problema.
Il 30 Novembre scorso, ho mandato un fax all’Assessore dei Servizi Sociali del Comune, fax che enunciava alcune cose che si possono concretizzare, alcune delle quali le voglio ricordare in questo articolo: sportello di accoglienza per la disabilità, convenzione con i tassisti per aiutare quei disabili che ne avessero bisogno, centro diurno per anziani e non, campagne pubblicitarie per la sensibilizzazione per le etichette in Braille su prodotti di consumo, un’altra campagna diretta alle banche a alle poste per avere il bancomat e il postamat anche ad Agrigento come in altre città del Centro e del Nord, cancellazione delle barriere architettoniche di cui purtroppo la nostra città è ricca.
Per questa Giunta ci vogliamo tifare, abbiamo bisogno di incontrarci perché le parole diventino fatti, sono Consigliere Regionale, eletto dalla Sezione Provinciale di Agrigento, dall’U.I. C., mi piacerebbe poter pensare ad Agrigento non si campa di parole, mi piacerebbe poter portare tutte le volte che vado a Catania, alla sede centrale del Consiglio Regionale, un bel quadro positivo, dinamico, al contrario di altre realtà dove impera la crisi non solo politica, abbiamo la possibilità di fare, diamoci da fare.

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